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Si riaccende la protesta Nuovi violenti scontri fra polizia e manifestanti antigovernativi in Turchia, nel giorno dei funerali di Berkin Elvan, il 15enne morto dopo quasi un anno di coma per le ferite riportate durante le proteste del 2013. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere i dimostranti ad Ankara, mentre a Istanbul la folla che si recava al cimitero per la sepoltura del giovane diventato il simbolo della repressione della polizia ha acceso un enorme falo’, gridando slogan ostili nei confronti del governo del primo ministro Recep Tayyip Erdogan.

La morte di Berkin ha riacceso il focolaio delle proteste che lo scorso anno erano esplose in almeno 32 citta’ della Turchia, con gli scontri piu’ violenti che si verificarono nella capitale Ankara e a Istanbul e con un bilancio di otto morti e migliaia di feriti. I nuovi disordini aumenteranno la pressione su Erdogan, il cui esecutivo e’ stato gia’ indebolito da un pesante scandalo di corruzione in vista delle elezioni che potrebbero decidere il suo futuro.

Il Primo Ministro ha promesso che si ritirera’ se il suo partito AKP, al potere dal 2002, perdera’ le elezioni locali del prossimo 30 marzo, viste come un test fondamentale della sua popolarita’.

Secondo i media locali, dopo la notizia della morte del ragazzo ieri ci sono stati almeno 20 feriti e 150 arresti nel corso delle numerose dimostrazioni spontanee contro le autorita’. (AFP – Asca - Internazionale).

 1 – 2 Le proteste ad Ankara, con la polizia che disperde i manifestanti utilizzando i gas lacrimogeni (Umit Bektas, Reuters/Contrasto)

3 - Manifestazione contro il primo ministro Erdoğan a Istanbul, Turchia. (Murad Sezer, Reuters/Contrasto)

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